“Libera me” – Jocelyn Pook

A version I like very much for Jocelyn Pook of “Libera me”

https://en.wikipedia.org/wiki/Libera_Me

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by Juan Ramón Jiménez (88)

Eres igual a ti,

y desigual, lo mismo

que los azules

del cielo,

(Juan Ramón Jiménez)

(traslat)

Sei uguale a te,

e diversa,

come le azzurrità

del cielo.

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“Nocturno” (89) by Juan Ramón Jiménez

Mi lágrima y la estrella

se tocaron, y al punto,

se hicieron una sola  lágrima,

se hicieron una estrella sola.

Me quedé ciego, se quedó

ciego, de amor, el cielo.

Fue todo- y nada más – el mundo

pena de estrella, luz de lágrima.

(Juan Ramón Jiménez)

(Traslat)

La mia lacrima e la stella

si toccarono , e in quel momento,

divennero una sola lacrima,

divennero una sola stella.

Rimasi cieco, rimase

cielo, d’amore, il cielo.

Fu tutto il mondo – e nulla più –

pena di stella, luce di lacrima.

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“Rosas” – 86 – by Juan Ramón Jiménez

-4 –

Me olvido -meditando -,

y, de pronto, estas grandes rosas granas

son tú – unas cuantas tús frescas, desnudas -,

que andas por mi cuarto,

alrededor de mí…

-87-

No deshacer la luz…

Dejar la hora mala

correr, hasta que caiga sola

bajo la acacia en flor del sentimiento,

bajo el cielo estrellado de la idea.

¡Nada como la dicha

del comprenderse, al fin, bajo la frente buena,

bajo el buen corazón!

Después,

en un retorno lento y sonriente,

ir cubriendo con alma florecida

las fosas entreabiertas, apretando

las rosas dentro de ellas

_¡todas, todas las rosas;

que el alma bien podada,

no dejará de darlas ya! –

(Juan Ramón Jiménez)

 

(Traslat)

86

“Rose”

Mi dimentico – mentre penso -,

e, d’un tratto, queste grandi rose rosse

sono te – le sole come le tue fresche, nude -,

che giri per la mia stanza,

intorno a me…

87

Non spegnere la luce…

Lasciar scorrere

l’ora negativa, finché cada sola

sotto l’acacia in fiore del sentimento,

sotto il cielo stellato dell’idea.

Nulla come la felicità

di comprendersi, infine, a fronte aperta,

a cuore aperto!

Dopo,

in un ritmo lento e sorridente,

cominciare a coprire con l’anima in germoglio

i solchi semiaperti, ammassare

le rose dentro quelli

-tutte, tutte le rose:

l’anima ben potata

non lascerà che muoiano!-

 

 

 

 

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“Run cried the crawling” by Agnes Obel

A song I like by Danish singer, composer and musician Agnes Obel

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“Le mani” – Gabriele D’Annunzio

Le mani de le donne che incontrammo

una volta, e nel sogno, e ne la vita:

oh quelle mani, Anima, quelle dita

che stringemmo una volta, che sfiorammo

con le labbra, e nel sogno, e ne la vita!

Fredde talune, fredde come cose

morte, di gelo (tutto era perduto);

o tepide, e parean come un velluto

che vivesse, parean come le rose:

-rose di qual giardino sconosciuto? –

Ci lasciaron talune una fragranza

così tenace che per una intera

notte avemmo nel cuor la primavera;

e tanto auliva la solinga stanza

che foresta d’april non più dolce era.

Da altre, cui forse ardeva il fuoco estremo

d’uno spirto (ove sei, piccola mano,

intangibile omai, che troppo piano

strinsi?), venne il rammarico supremo:

-Tu che m’avresti amato, e non in vano!

Da altre venne il desìo, quel violento

fulmineo desìo che ci percote

come una sferza: e imaginammo ignote

lussurie in un’alcova, un morir lento:

-per quella bocca aver le vene vuote! –

Altre (o le stesse?) furono omicide:

meravigliose nel tramar l’inganno.

Tutti gli odor d’Arabia non potranno

addolcirle. – Bellissime ed infide,

quanti per voi baciare periranno! –

Altre (o le stesse?), mani alabastrine

ma più possenti di qualunque spira,

ci diedero un furor geloso, un’ira

folle; e pensammo di mozzarle al fine.

(Nel sogno sta la mutilata, e attira.

Nel sogno immobilmente eretta vive

l’atroce donna da le mani mozze.

E innanzi a lei rosseggiano due pozze

di sangue, e le mani entro ancora vive

sonvi, neppure d’una stilla sozze.)

Ma ben, pari a le mani di Maria,

altre furono come le ostie sante,

Brillò su l’anulare il diamante

ne’ gesti gravi de la liturgia?

E non mai tra’ capelli d’un amante.

Altre, quasi virili, che stringemmo

forte e a lungo, da noi ogni paura

fugarono, ogni passione oscura;

e anelammo a la Gloria, e in noi vedemmo

illuminarsi l’opera futura.

Altre ancora ci diedero un profondo

brivido, quello che non ha l’uguale.

 Noi sentimmo, così, che ne la frale

palma chiuder potevano esse un mondo

immenso, e tutto il Bene e tutto il Male:

Anima, e tutto il Bene e tutto il Male.

(Gabriele D’annunzio)

 

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“I’m in here” by Sia

 

I like this live version of the song “I’m in here” from album  “We Are Born” (2010).

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