“Caballero solo” from book ” Poesie di Pablo Neruda”

Los jòvenes homosexuales y las muchachas amorosas,
y las largas viudas que sufren el delirante insomnio,
y las jòvenes senoras prenadas hace treinta horas,
y los roncos gatos que cruzan mi jardin en tinieblas,
como un collar de palpitantes ostras sexuales
rotean mi residencia solitaria,
como enemigos establecidos contra mi alma,
como conspiradores en traje de dormitorio
que cambiaran largos besos espesos por consigna.
El radiante verano conduce a los enamorados
en uniformes regimentos melancòlicos,
hechos de gordas y flacas y alegres y tristes parejas:
bajo los elegantes cocoteros, junto al océano y la luna.
hay una continua vida de pantalones y polleras,
un rumor de medias de seda acariciadas,
y senos femeninos que brillan como ojos.
El pequeno empleado, después de mucho,
después del tedio semanal, y las novelas leidas de noche en
cama
ha definitivamente seducido a su vecina,
y la lleva a los miserables cinematògrafos
donde los héroes son potros o principes apasionados,
y acaricia sus piernas llenas de dulce vello
con sus ardientes y humedas manos que huelen a
cigarrillo.
Los atardeceres del seductor y las noches de los esposos
se unen como dos sàbanas sepultàndome,
y las horas después del almuerzo en que los jòvenes
estudiantes
y las jòvenes estudiantes, y los sacerdotes se masturban,
y los animales fornican directamente,
y las abejas huelen a sangre, y las moscas zumban
coléricas,
y los primos juegan extranamente con sus primas,
y los médicos miran con furia al marido de la joven
paciente,
y las horas de la manana en que el profesor, como por
descuido.
cumple con su deber conyugal y desayuna,
y  màs aùn, los adùlteros, que se aman con verdadero amor
sobre lechos altos y largos como embarcaciones:
seguramente, eternamente me rodea
este gran bosque respiratorio y enredado
con grandes flores como bocas y dentaduras
y negras raìces en forma de unas y zapatos.
(Pablo Neruda)
(Traduzione)
“Uomo solo”
I giovani omosessuali e le ragazze innamorate
e le lunghe vedove che soffrono di delirante insonnia
e le giovani signore ingravidate da trenta ore
e i rauchi gatti che attraversano il mio giardino buio,
come una collana di palpitanti ostriche sessuali
circondano la mia residenza solitaria,
come nemici impiantati contro la mia anima,
come cospiratori in veste da camera
con la consegna di scambiarsi lunghi viscidi baci.
L’estate radiosa guida gli innamorati
in uniformi reggimenti malinconici,
formati da grasse e magre e gaie e tristi coppie:
sotto le eleganti palme, vicino all’oceano e alla luna,
c’è una continua vita di pantaloni e gonne,
un frusciare di calze di seta accarezzate,
seni di donna che luccicano come occhi.
Il piccolo impiegato, dopo tanto,
dopo il trantran settimanale e i romanzi che legge la sera a
letto,
ha definitivamente sedotto la sua vicina
e la porta negli squallidi cinematografi
dove gli eroi son puledri o principi appassionati,
e ne accarezza le gambe piene di dolce peluria
con le ardenti mani sudate che puzzano di sigaretta.
Le sere del seduttore e le notti degli sposi
si uniscono come due lenzuoli per seppellirmi,
e le ore dopo desinare, quando i giovani studenti
e le giovani studentesse e i sacerdoti si masturbano,
e gli animali fornicano senza preludi
e le api odorano di sangue e le mosche ronzano colleriche
e i cugini fanno strani giochi con le cugine
e i medici guardano con rabbia il marito della giovane
paziente,
e le ore del mattino quando il professore, come per una
svista,
assolve il suo debito coniugale e fa colazione,
e più ancora gli adulteri, che si amano di vero amore
sopra letti alti e lunghi come imbarcazioni:
immancabilmente, incessantemente mi assedia
questo gran bosco di respiri e di viluppi
con grandi fiori simili a bocche e a dentature
e nere radici a forma d’unghie e di scarpe.
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Informazioni su Stella Olrich

Life is poetry when we are at peace with ourselves
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