“ALIAGE” (5°parte)

La mano cliccava veloce e nervosa il mouse sopra Google Earth. Il mondo roteava sempre più ravvicinato sotto gli occhi di ghiaccio di Aleksander fino a bloccarsi in un punto preciso della mappa satellitare. nell’immagine delineatasi sotto lo sguardo attento del giovane albanese prese forma l’Italia. Lentamente comparivano i primi rilievi montagnosi, i fiumi, i laghi, le strade e le autostrade. Intere città sembravano nascere all’istante e pulsare vita negli edifici pubblici e privati, nelle chiese, nei parchi e nelle scuole.
– Ecco! E’ quà. – disse infine rivolto ai compagni Gjorgj e Kostandin giunti con lui da Durazzo. Erano sbarcati circa quattro anni prima sulle coste pugliesi e dopo aver trascorso sei mesi nel campo accoglienza profughi erano andati ad infoltire le nutrite schiere di manovalanza precaria presso piccole imprese occupate nei vari cantieri edili del nord Italia, non disdegnando di arrotondare i magri salari con furti e piccoli traffici illegali. Successivamente trasferitisi a Milano e venuti in contatto con alcuni membri della malavita locale erano entrati a farne parte attiva con traffici di contrabbando e banconote false.
Qui a Milano avevano incontrato Fatos Kuçove che gestiva un vasto traffico di droga che dalla Lombardia si era diffuso in varie regioni d’Italia comprendendo l’Emilia Romagna, le Marche e il Veneto. Nel giro di un anno Aleksander, il più scaltro dei tre albanesi era diventato un boss temuto e rispettato che da Bergamo Alta dirigeva le file della prostituzione rimanendo in continuo contatto coi compagni Gjorgj e Kostantin rimasti a Milano attraverso la Rete.
Laura uscì sollevata dal laboratorio analisi, erano quasi le 17. Si era sottoposta all’ultima visita medica e i test erano negativi. Si avviò al parcheggio dove aveva lasciato la macchina e dopo essersi fermata al centro commerciale per una spesa veloce rientrò a casa.
Ora che la figlia era via percepiva una sensazione di vuoto che le prendeva lo stomaco. Si ritrovò avvilita nl silenzio delle pareti domestiche e desiderò poter tornare indietro di qualche anno quando ancora la sua unione con Matteo non si era incrinata.
Non avendo molta fame decise di prepararsi un toast e una tazza di caffè.
Dopo cena accese un pò di televisione e attese la telefonata di Matteo che puntualmente arrivò prima delle 21. Lo mise subito al corrente dei test negativi e si informò di come avevano trascorso la giornata. Eleonora urlò al telefono che tutti, proprio tutti, li aveva fotografati gli animali dello zoo. Dopo aver messo giù la cornetta e spento la televisione Laura si soffermò dinnanzi al personal computer che Matteo aveva regalato alla figlia per la promozione. Lei e Matteo avevano un pò discusso sulla necessità o meno di attivare anche l’internet infine Matteo l’aveva convinta. Pensò di inviare una mail all’amica Tina per avvisarla che i test erano andati bene, era tardi per telefonarle e in fondo non ne aveva voglia, la mail l’avrebbe letta il giorno dopo.
Accese il pc e dopo aver spedito la mail all’amica decise di girare un pò in internet.
Scorrendo sulle preferenze della figlia notò alcune Chat, ricordò che Eleonora le aveva parlato della Chat della sua scuola e gliela aveva anche fatta vedere, tra compagni di classe si divertivano a lasciare messaggini più o meno scherzosi sul sito. Cliccò ancora su chat e si aprì un sito:
                                                                                                                    (continua)
                            
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Life is poetry when we are at peace with ourselves
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