“Conosci il tocco?”

    Non conosco il tuo viso

      ne il tuo riso.

          Cieca

       siedo qua

   ed apro il mio cuore.

      La voce sa

     dove andare,

    entra respiro.

Tocco di pranoterapeuta

      onda d’urto

       che viene

         e va.

 

  Reflusso di mare

in un mare che non c’è.

   Stelle lontane

 che si frantumano

in una manciata di pixel.

–    Sparisci…  –

    Altre strade

     altri lidi

    ad indicarci

   che tutto può

  ricominciare.

 Che niente si consuma

che tutto si ricompone.

  Niente si consuma…

Come le ore succubi di te

mentre la cecità di cuore

    si fa grande

    e atrofizza

 la capacità d’amare.

Sei la bestia nel dominio

        di tutto,

   fuoco e inferno

   al tempo stesso.

  O l’animale domato

   schiavo d’istinti

  nei cui occhi puoi

   leggere la paura

  fino a percepirne

    l’urlo folle?

 Piacere che si spezza

  arco che si flette

freccia che si conficca

   dolore e piacere.

                                                                        Solitudine

       Tormento…

 Dove sta il confine

di questo nostro amare?

(Stella Olrich)

 

 

      
 
                         
 
                         
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Informazioni su Stella Olrich

Life is poetry when we are at peace with ourselves
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