“Tengo in mano una conchiglia” Dicember06

Alghe morte brancolano sopra l’acqua,
teste ramificate che la spuma bianca
getta contro gli scogli.

Aleggiano i pensieri come odor di salsedine
mentre osservo la sabbia scura toccata dal mare.

A riva il vento gelido disepellisce
le piume d’un gabbiano.

Vedo nuvole all’orizzonte: si abbassano
prendendo forma di cavalli bizzarri.
Il vento gelido da loro voce,
mi entra nelle orecchie sibilando
e ne esce come lamento.

Code infuocate si staccano dal sole,
sprizzando scintille toccano l’acqua
e muoiono.
– Sta arrivando il crepuscolo –

A passi lenti e impastati di sabbia umida
raggiungo il lungomare.

Tengo stretta in mano una conchiglia,
non sono sola,
dentro vi è imprigionato il mare.

(Stella Olrich)

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Life is poetry when we are at peace with ourselves
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