“The drained cup” – by book “Lawrence Poesie d’amore” edit Newtnon

T’ snow is witherin’ off’n th’ gress –

Lad, should I tell thee summat?

T’ snow is witherin’ off’n th’ gress

An’ mist is suckin’ at th’ spots o’ snow,

An’ ower a’ the thaw an’ mess

There’s a moon, full blow.

Lad, but I’m tellin’ thee summat!

Tha’s bin snowed up i’ this cottage wi’ me –

‘Ark, tha’rt for hearin’ summat!

That’s bin snowed up i’ this cottage wi’ me

While t’ clocks ‘as a’ run down an’ stopped,

An’ t’ short days goin’ unkonwn ter thee

Unbeknown has dropped.

Yi, but I’m tellin’ thee summat.

How many days dost think has gone?

Now, lad, I’m axin’ thee summat.

How many days dost think has gone?

How many times has t’ candle-light shone

On thy face as tha got more white an’ wan?

– Seven days, my lad, or none!

Aren’t ter hearin’ summat?

Tha come ter say good-bye ter me,

Tha wert frit o’ summat?

Tha come ter ha’ finished an’ done wi’ me

An’ off to a gel as wor younger than me,

An, fresh an’ more nicer for marryin’ wi’ –

Yi, but tha’rt frit o’ summat.

Ah wunna kiss thee, tha trembles so!

Tha’rt daunted, or summat.

Tha arena very flig ter go.

Dost want me ter want thee again? Nay though,

There’s hardly owt left o’ thee; get up an’ go!

Or dear o’ me, say summat.

Tha wanted ter leave me that bad, tha knows!

Doesn’t ter know it?

But tha wanted me more ter want thee, so’s

Tha could let thy very soul out. A man

Like thee can’t rest till his last spunk goes

Out of ‘im into a woman as can

Draw it out of ‘im. Did ter know it?

Tha thought tha wanted a little wench,

Ay, lad, I’ll tell thee thy mind.

Tha thought tha wanted a little wench,

As ‘ud make thee a wife an’ look up ter thee.

As ‘ud wince when tha touched ‘er close, an’ blench

An’ lie frightened ter death under thee.

She worn’t hard ter find.

Tha thought tha wanted ter be rid o’ me.

‘Appen tha did, an’ a’.

Tha thought tha wanted ter marry an’ see

If ter couldna be master an’ th’ woman’s boss.

Tha’d need a woman different from me,

An’ tha knowed it; ay, yet tha comes across

Ter say good-bye! an’ a’.

I tell thee tha won’t be satisfied,

Tha might as well listen, tha knows.

I tell thee tha won’t be satisfield

Till a woman has drawn the last last drop

O’ thy spunk, an’ tha’rt empty an’ mortified.

Empty an’ empty from bottom to top.

I’s true, tha knows.

Tha’rt one o’ th’ men as has got to drain

– An’ I’ve loved thee for it,

Their blood in a woman, to the very last vein.

Tha must, thought tha tries ter get away.

Tha wants it, and everything else is in vain.

An’ a woman like me loves thee for it.

Maun tha cling to the wa’ as tha stan’s?

Ay, an’ tha maun.

An’ tha looks at me, an’ tha understan’s.

Yi, tha can go. Tha hates me now.

But tha ‘lt come again. Because when a man’s

Not finished, he hasn’t, no matter how.

Go then, sin’ tha maun.

Tha come ter say good-bye ter me.

Now go then, now then go.

It’s ta’en thee seven days ter say it ter me.

Now go an’ marry that wench, an’ see

How long it’ll be afore tha’lt be

Weary an’ sick o’ the likes o’ she,

An’ hankerin’ for me. But go!

A woman’s man tha art, ma lad,

But it’s my sort o’ woman.

Go then, thalt’ ha’e no peace till ter’s had

A go at t’other, for I’m a bad

Sort o’ woman for any lad.

-Ay, it’s a rum un!

(David Herbert Lawrence)

(traslat)

“La coppa  svuotata”

Si scioglie la neve sull’erba.

Ragazzo, debbo dirti qualcosa?

Si scioglie la neve sull’erba,

ne assorbe la nebbia le chiazze,

e sul suo sciogliersi e impiastricciarsi

piena spende la luna.

Ma, ragazzo, sto dicendoti una cosa.

Con me ti ha coperto la neve nella villa.

Ascolta, e sentirai qualcosa!

Con me ti ha coperto la neve nella villa,

mentre si sono scaricati e fermati gli orologi,

e corte le giornate, a tua insaputa scorrendo,

si son succedute inavvertite.

Sì, ma sto dicendoti una cosa.

Quanti giorni pensi siano trascorsi?

Ora, ragazzo, una cosa ti chiedo.

Quanti giorni pensi sian trascorsi?

Quante volte ha riflesso il tuo volto il lume

della candela, più bianco e smunto divenendo?

Sette giorni, ragazzo mio, non altri.

Stai ascoltando questa cosa?

Sei venuto a dirmi addio, poiché

da alcune cose eri spaventato.

Sei venuto per farla bell’e finita con me

e per fuggire da una ragazza che più giovane sia

e sposarla più carina e fresca.

Sì, ma c’è che sei spaventato da qualcosa.

Non voglio baciare te, che tremi così!

Sei intimidito o cosa?

Felice non sei molto di andar via.

Desideri forse ch’io ti rivoglia? No, bello!

Quasi più niente in te è rimasto: su, vattene!

Ehi caro mio, dimmi qualcosa.

Tu, perfido, volevi lasciarmi, lo sai?

Certo che lo so!

Ma desideravi ti volessi ancora,

così avresti conosciuto anche la verità dell’animo mio.

Un uomo come te non si calma finché la sua audacia

non ha mostrato a una donna,

che sappia dargliene l’occasione. Vero?

E tu pensavi a una ragazzina,

eh, ragazzo, te lo dico io quel che pensavi.

Tu pensavi a una ragazzina,

che badasse a farti da moglie,

che sobbalzasse quando la tieni stretta

e pallida giacesse sotto di te, morta di paura.

Non è difficile trovarla.

Pensavi a volerti liberare di me.

Quel che è fatto è fatto.

Pensavi di volerti sposare per vedere

di essere padrone e signore di una donna.

Avevi bisogno di una donna diversa da me,

è chiaro, così chiaro che sei venuto

per dirmi addio! E’ così.

Ti dico che non sarai soddisfatto.

Meglio faresti a darmi retta, lo sai!

Ti dico che non sarai soddisfatto,

sinché una donna non t’avrà tolta l’ultima goccia

d’orgoglio, lasciandoti vuoto e mortificato,

vuoto, vuoto dalla testa ai piedi.

Questa, lo sai, è la verità!

Uno di quegli uomini sei che devono svuotare

-e per questo ti amavo –

il loro sangue in una donna, sino all’ultimo.

Devono, per quanto vi sfuggono;

lo voglion0, e ogni altra cosa è vana.

E una donna come me ti ama per questo.

Resterai sempre quello che sei?

Sì, sempre quello.

Mi guardi e mi capisci.

Allora puoi andartene, ora che mi odi.

Ma tornerai, perché quando un uomo

non si realizza, tenta ogni strada.

Allora vai, dacché è così.

Sei venuto a dirmi addio.

Ora vattene, dunque, vattene adesso.

Ti ci sono voluti sette giorni per dirmelo.

Ora vai e sposati quella ragazza

e vediamo quanto passerà prima che tu sia

stanco e abbattuto per i suoi piaceri

e bramoso dei miei. Vattene allora!

Sei l’uomo d’una donna, ragazzo mio,

ma di una donna qual so io.

Dunque vai, che non avrai pace sinché

non sarai andato dall’altra, perché io sono

un brutto tipo di donna per qualsiasi giovanotto.

-Sì, un tipo curioso!

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Informazioni su Stella Olrich

Life is poetry when we are at peace with ourselves
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