“La encerrada” – Rafael Alberti

Tu padre

es el que, dicen, te encierra,

Tu madre

es la que guarda la llave.

Ninguno quiere

que yo te vea,

que yo te hable,

que yo te diga que estoy

muriéndome por casarme.

                      *

Una mano; sólo una,

por entre los terciopelos,

para regar los claveles.

¿Por qué no quieres

que yo te vea la cara?

¿Para qué tanto esconderte

y siempre esa mano sola,

como una mano cortada,

para regar los claveles?

¿Por qué  no quieres

que yo te vea la cara?

*

Sin que te sienta tu madre,

salta por la puerta falsa

y vente a los olivares.

Tu calle va recta al campo.

Escondido, en la cuneta,

tu espero con mi caballo.

Te enseñaré los caminos

que van rodando a los mares,

amor, si vienes conmigo.

Si vienes, amor, si vienes

sin que lo sepa tu madre,

sin que tu padre se entere.

*

Porque tienes olivares

y toros de lidia fieros,

murmuran los ganaderos

que yo no vengo por ti,

que vengo por tus dineros.

*

Todas las piedras del pueblo

las traigo en los pies clavadas

Y el yegüero

lo comenta

en las esquinas con el mulero

Lo cuenta

el carpintero al sepulturero.

Lo saben ya hasta los muertos!

Y tú, sin saberlo!

*

Sonámbulo entré yo anoche

en tu jardín. Nadie había.

¿Nadie?

-Sí.

Sobre el limonar lunero,

la luna. Debajo, tú.

¿Sola?

-Sí.

-¿Qué haces tú?

           -Soñando estoy

un traje para mi boda.

¿Conmigo?

-No.

(Rafael Alberti)

(Traslat)

“La ragazza rinchiusa”

E’ tuo padre

che, a quanto dicono, ti rinchiude.

Ed è tua madre

che custodisce la chiave.

Nessuno vuole

che io ti veda,

che ti parli,

che ti dica che sto morendo

dalla voglia di sposarmi.

*

Una mano, solo una mano,

fra i velluti

per annaffiare i garofani.

Perché non vuoi

che ti veda in viso?

Perché tanto nascondersi

e sempre quella mano sola

come una mano tagliata

per annaffiare i garofani?

Perché non vuoi

che ti veda il viso?

*

Senza farti sentire da tua madre

esci dalla porta di dietro

e vieni agli uliveti.

La tua via va dritta ai campi.

Io, nascosto, nel fosso,

t’aspetto col mio cavallo.

T’insegnerò i sentieri

che rotolano al mare,

amore, se vieni con me.

Se vieni, amore, se vieni

senza che se ne accorga tua madre

o che tuo padre lo sappia.

*

Perché hai oliveti

e bravi tori da corrida,

mormorano gli allevatori

che io non vengo per te,

ma vengo pei tuoi danari.

*

Tutte le pietre del paese

ce l’ho conficcate nei piedi.

E lo stalliere

lo commenta

sugli angoli col mulattiere

Lo racconta

il falegname ai beccamorti.

Lo sanno persino i morti!

E tu non lo sai!

*

Ieri a notte, sonnambulo, entrai

nel tuo giardino. Non c’era nessuno.

Nessuno?

-Sì.

Sul limoneto lunare,

la luna. E sotto, tu!

Sola?

-Sì.

-Che fai?

-Sto sognando

l’abito per le nozze.

Con me?

-No.

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Informazioni su Stella Olrich

Life is poetry when we are at peace with ourselves
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