“Lettera a A.D” – Josif A. Brodskij

Non importa che tu non senta, non oda una sola parola,

non importa, io ti scrivo; ma com’è strano parlarti di nuovo,

com’è strano ripetere ancora un addio…

Buona sera. E’ strano irrompere nel tuo silenzio.

Che fa se tu non senti come qui torna a sbocciare primavera,

e un uccello grigiastro riprende a volare dagli stessi rami,

e il sibilo dei lampioni, sotto cui solitaria a sera passavi;

si leva il giorno là, dove tu in solitudine amavi.

Di nuovo trascorro le ore nel chiaro paradiso dove a lungo soffristi,

al sesto piano, dove questo povero amore solitario tu osasti,

là, dove daccapo sul ponte s’adunano in rossa schiera

quei tram che per tutta la vita con fretta ti correvano dietro.

Mio Dio! Comunque, comunque non potrò imitarti,

comunque, comunque, mai potrò levarmi

sulla mia patria; salutarti però m’è concesso:

sulla tua patria voli, nell’aeroplano del silenzio.

Buon viaggio, buon viaggio – rientra con i soldi e con la gloria,

buon viaggio, buon viaggio – o come sei lontana, giusto Iddio!

Ma dove t’affretti, correndo per la terra sconfinata;

come sei assente, qui! Sei come morta, cara!

L’asfalto in quel nuovo paese è impeccabile sotto il tuo piede;

le tue braccia, il petto: arditamente tu diventi un’altra

in quel paese, là, dove tu abbracci, respiri, parli al microfono,

ma c’è qualcuno al mondo che le orecchie tue non odono.

Conservo il tuo viso, per un momento disperato e teso

-indifferente ti sono – a causa della tua fugace tenerezza,

della tua solitudine, della tua cieca testardaggine,

del tuo turbamento, della tua taciturna giovinezza.

Tutto ciò che oltrepassi e allontani, lo sfiori e scompari,

tutto che fu ed è, tutto quel che da te sarà cancellato,

-di notte, di giorno, d’inverno, estate e primavera,

e nei prati autunnali – tutto  resterà con me.

Accetto il tuo dono, il tuo involontario, spensierato regalo,

un peccato cancellato, perché la vita s’apra in migliaia di archi,

o forse è l’amichevole cenno d’una esistenza vissuta

perché non ti smarrisca nella tua intatta patria.

Arrivederci! Addio! Tu non sei tu – sei qualche altra,

arrivederci, addio! A rivederci, mia cara.

Involati, prendi il largo coll’aereo del silenzio, nello spazio d’un attimo,

sulla nave del dimenticare, nel vasto mare dell’oblio.

(Josif A. Brodskij)

 

 

 

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Life is poetry when we are at peace with ourselves
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