Orillas – by Juan Ramón Jiménez

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¡Con qué deleite, sombra, cada noche,

entramos en tu cueva

-igual que en una muerte

gustosa-,

hartos de pensar, tristes,

en lo que no podemos cada día!

-Los ojos esos que nos miran nuestros ojos

más que otros ojos,

que nuestros ojos miran más que a otros ojos

-estas nostaljias encendidas,

como carbones, del cariño-

tabién se cierran en nosotros,

casi como en su sombra-.

Silencio. Y quedan

los cuerpos muertos, fardos negros,

a lo largo del muelle abandonado,

unidos sólo, bajo las estrellas,

por su espantoso vencimiento.

( Juan Ramón Jiménez )

(Traslat)

“Argini”

Con che piacere, buio, ogni notte,

entriamo nella tua cavità

-come in una morte

piacevole-,

sazi di pensare, tristi,

a quel che ogni giorno non possiamo!

-Quegli occhi che guardano i nostri occhi

più d’altri occhi,

che i nostri occhi guardano più d’altri occhi

-queste nostalgie accese,

come carboni, di passione-,

si spengono anche in noi

quasi come nel buio-,

Silenzio. E restano

i corpi morti, neri bagagli,

lungo il molo abbandonato,

uniti solo, sotto le stelle,

dal suo mirabile trionfo.

 

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Life is poetry when we are at peace with ourselves
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