“Aniron” – Enya

A beautiful song by the Irish musician singer Enya from The Lord Of The Rings (Theme for Aragorn and Arwen)

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“Cascando” by Samuel Beckett

1

Why not merely the despaired of

occasion of

wordshed

is it not better abort than be barren

the hours after you are gone are so leaden

they will always start dragging too soon

the grapples clawing blindly the bed of want

bringing up the bones the old loves

sockets filled once with eyes like yours

all always is it better too soon than never

the black want splashing their faces

saying again nine days never floated the loved

nor nine months

nor nine lives

2

saying again

if you do not teach me I shall not learn

saying again there is a last

even of last times

last times of begging

last times of loving

of knowwing not knowing pretending

a last even of last times of saying

if you do not love me I shall not be loved

if I do not love you I shall not love

the churn of stale words in the heart again

love love love thud of the old plunger

pestling the unalterable

whey of words

terrified again

of not loving

of loving and not you

of being loved and not by you

of knowing not knowing pretending

pretending

I and all the others that will love you

if they love you

3

unless they love you

(Samuel Beckett – 1936)

(Traslat)

“Cascando”

1

Perché no semplicemente la deprecata

occasione della

effusione verbale?

non è meglio abortire che essere sterili?

le ore dopo la tua partenza sono così plumbee

cominciano sempre troppo presto a trascinare

i rampini a artigliare ciecamente il letto della mancanza

svellendo le ossa i vecchi amori

orbite già riempite di occhi come i tuoi

tutto sempre è meglio troppo presto che mai

il nero bisogno spruzzato sulle loro facce

di nuovo dicendo nove giorni mai fecero galleggiare l’amato

né nove mesi

né nove vite

2

di nuovo dicendo

se non mi insegni non imparerò

di nuovo dicendo anche per le ultime

volte c’è un’ultima volta

ultime volte di mendicare

ultime volte di amare

di sapere di non sapere di fingere

un’ultima anche per le ultime volte di dire

se non mi ami non sarò amato

se non ti amo non amerò

il battiburro di parole stantie di nuovo nel cuore

amore amore amore tonfo del vecchio pistone

che pesta l’inalterabile

siero di parole

di nuovo atterrito

di non amare

di amare e non te

di essere amato e non da te

 di sapere di non sapere di fingere

fingere

io e tutti gli altri che ti ameranno

se ti amano

3

a meno che ti amino.

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“Skin” – by Rag’n’ Bone Man

A song I really like from the British songwriter Rag’n’ Bone Man

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“Nous avons fait la nuit je tiens ta main je veille” -Paul Éluard

Nous avons fait la nuit je tiens ta main je veille

Je te soutiens de toutes mes forces

Je grave sur un roc l’étoile de tes forces

Sillons profonds où la bonté de ton corps germera

Je me répète ta voix cachée ta voix publique

Je ris encore de l’orgueilleuse

Que tu traites comme une mendiante

Des fous que tu respectes des simples où tu te baignes

Et dans ma tête qui se met doucement d’accord avec la

                                                                   tienne avec la nuit

Je m’émerveille de l’inconnue que tu deviens

Une inconnue semblable à toi semblable à tout ce que j’aime

Qui est toujours nouveau.

(Paul Éluard 1935)

(Traslat)

“Abbiamo creato la notte ti tengo la mano e veglio”

Abbiamo creato la notte ti tengo la mano e veglio

E ti tengo con tutte le forze

E incido su una roccia l’astro delle tue forze

Solchi profondi dove la bontà del tuo corpo germinerà

E mi ripeto la voce tua segreta la voce tua pubblica

E rido ancora dell’orgogliosa

Che tratti come una mendicante

Dei folli che rispetti dei semplici in cui ti specchi

E nella mia testa che dolcemente s’accorda con la tua con la notte

Mi meraviglio dell’ignota che diventi

Un’ignota simile a te simile a tutto ciò che amo

Che è sempre nuovo.

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“Nusch” – Paul Éluard

Les sentiments apparents

La légèreté d’approche

La chevelure des caresses

Sans soucis sans soupçons

Tes yeux sont livrés à ce qu’ils voient

Vus par ce qu’ils regardent.

Confiance de cristal

Entre deux miroirs

La nuit tes yeux se perdent

Pour joindre l’éveil au désir.

(Paul Éluard – 1932)

(Traslat)

“Nusch”

Sentimenti visibili

Vicinanza leggera

Chioma delle carezze

Senza ombre né dubbi

Dài gli occhi a quel che vedono

Visti da quel che guardano.

Fiducia di cristallo

Tra due specchi

Ti si perdono gli occhi nella notte

per unir desiderio e risveglio.

 

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“On ne peut me connaître” – Paul Éluard

On ne peut me connaître

Mieux que tu me connais

Tes yeux dans lesquels nous dormons

Tous les deux

On fait à mes lumières d’homme

Un sort meilleur qu’aux nuits du monde

Tes yeux dans lesquels je voyage

Ont donné aux gestes des routes

Un sens détaché de la terre

Dans tes yeux qui nous révèlent

Notre solitude infinie

Ne sont plus ce qu’ils croyaient être

On ne peut te connaître

Mieux que je te connais.

(Paul Éluard – 1936)

(Traslat)

Nessuno può conoscermi

Come tu mi conosci

Gli occhi tuoi dove dormiamo

Tutti e due

Alle mie luci d’uomo han dato sorte

Migliore che alle notti della terra

Gli occhi tuoi dove viaggio

Han dato ai gesti delle strade un senso

Separato dal mondo

Negli occhi tuoi coloro che ci svelano

La solitudine nostra infinita

Non sono più quel che credevan essere

Nessuno può conoscerti

Come io ti conosco.

 

 

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“Helvegen” -Wardruna

beautiful performance by the Norwegian music group Wardruna

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