“Se la tipografia del destino” – Valentino Zeichen

Se la tipografia del destino

mi avesse impresso

sul tuo corpo con tecnica

d’indelebile tatuaggio e

non quale labile decalcomania,

ti sarei rimasto addosso.

Malgrado il nostro patto

di sbiadire accoppiati,

ho sorpreso il tempo

che stinge di nascosto;

non sarà perché ti lavi troppo?

(Valentino Zeichen -1987)

 

Pubblicato in Books | Contrassegnato , | Lascia un commento

“Il nome rimosso” – Valentino Zeichen

Ho volutamente confuso le tue iniziali

nell’impasto di molti nomi

ma il lievito della memoria

le evidenzia in una sigla

che ancora mi abbaglia.

Dell’infanzia sopravvive uno scenario di guerra,

in un suo rifugio ho sotterrato

il mio amore per te

temendo che venisse distrutto

ma stento a riconoscerne il mascheramento.

Quando altri ti nominano in mia presenza

mostro un’indifferenza minerale

e mi fingo altrove

simile a un vaso dalla crepa girata

verso il vuoto oltre la finestra.

Al poligono d’addestramento

non miro più alla sagoma romantica

che di spalle mi ti ricorda.

Non mi è concesso di rivelare a chi appartengo

pur avendo sempre il tuo nome

sulla punta della lingua

come un colpo in canna

puntata all’altezza del cuore e

non comprendo perché mi manchi sempre

nonostante il ripetuto segnale di: “Fuoco!”

(Valentino Zeichen – 1983)

 

Pubblicato in Books | Contrassegnato , | Lascia un commento

“Bar Navona” – Valentino Zeichen

La posta in gioco era alta, bionda,

giovinezza desunta dal polso che ostentava

un orologio al quarzo.

Un amico disse: “sono Porto Franco, saprà valutare la

                                                                          convenienza”.

L’altro osservava il coprifuoco dei sentimenti.

Così mi intromisi fra lei e il sole

prima che la dorasse come una moneta

lievitandone il valore.

Per non contrariala, nell’avvicinamento

mi accostai coi modi invisibili dei camerieri

sperando che mi porgesse in mancia

il suo profilo abbronzato.

“Posso farLe da ombra?”

“Debbo proprio ritirarla?”

“Mi allontano retrocedendo

così posso accarezzarLe la figura.

Dica almeno addio alla sua ombra.”

*Potevo essere una svolta

nella sua vita,

alla prossima mi ritroverà

solo come nome sulla lapide di una via.

(Valentino Zeichen – 1979)

Pubblicato in Books | Contrassegnato , | Lascia un commento

“Despertar” by Juan Ramón Jiménez

-38 –

¡Quisiera  siempre ser para ti, vida,

como la flor, que tras la noche

del atesorador sueño infinito

de sus hojas cerradas,

da, en un punto, al abrirse con el día,

toda la esencia de su sueño!

-39-

¡ Ay, afán verde y fresco,

fuego de mi pasión por lo futuro,

amor de porvenires,

que un  día habéis de ser pasados, ay!

-¡Dejado goce solo y melancólico,

como un proscrito, negro contra el mar de llamas!

¡Roca antigua, lugar del alma en pena!-

..¡Pasados como este que odio, sin poder matarlo;

por donde mis recuerdos

andan, sí, vivos, però igual que mariposas tristes

por ruinas que son ruinas hoy!

( Juan Ramón Jiménez )

(traslat)

“Risveglio”

-38-

Vorrei essere sempre per te, vita,

come il fiore, che durante la notte

dal sogno infinito di tesori

delle sue foglie chiuse,

dona, in un momento, aprendosi col giorno,

tutta l’essenza del suo sogno!

-39-

Ahimè, ansia verde e fresca,

fuoco della mia passione per il futuro,

amore per l’avvenire,

che un giorno sarete per forza, ahimè, passati!

-Piacere lasciato solo e malinconico,

come bandito, nero contro il mare di fiamme!

Rocca antica, luogo d’anima in pena! –

…Passati come questo che odio, senza poterlo spegnere;

dove i miei ricordi

vanno, sì, vivi, ma come farfalle tristi

per rovine che oggi sono rovine!

 

 

Pubblicato in Books | Contrassegnato , | Lascia un commento

Lindsey Stirling – “Lost girls”

A song I like from US violinist, composer and dancer. Lindsey Stirling

 

Pubblicato in Musica, Video | Contrassegnato , | Lascia un commento

Orillas – by Juan Ramón Jiménez

37

¡Con qué deleite, sombra, cada noche,

entramos en tu cueva

-igual que en una muerte

gustosa-,

hartos de pensar, tristes,

en lo que no podemos cada día!

-Los ojos esos que nos miran nuestros ojos

más que otros ojos,

que nuestros ojos miran más que a otros ojos

-estas nostaljias encendidas,

como carbones, del cariño-

tabién se cierran en nosotros,

casi como en su sombra-.

Silencio. Y quedan

los cuerpos muertos, fardos negros,

a lo largo del muelle abandonado,

unidos sólo, bajo las estrellas,

por su espantoso vencimiento.

( Juan Ramón Jiménez )

(Traslat)

“Argini”

Con che piacere, buio, ogni notte,

entriamo nella tua cavità

-come in una morte

piacevole-,

sazi di pensare, tristi,

a quel che ogni giorno non possiamo!

-Quegli occhi che guardano i nostri occhi

più d’altri occhi,

che i nostri occhi guardano più d’altri occhi

-queste nostalgie accese,

come carboni, di passione-,

si spengono anche in noi

quasi come nel buio-,

Silenzio. E restano

i corpi morti, neri bagagli,

lungo il molo abbandonato,

uniti solo, sotto le stelle,

dal suo mirabile trionfo.

 

Pubblicato in Books | Contrassegnato , | Lascia un commento

“Tarde” by Juan Ramón Jiménez

-36-

A veces, las estrellas

no se abren en el cielo.

El suelo es el que brilla

igual que un estrellado firmamento.

 ( Juan Ramón Jimenez )

(Traslat)

“Sera”

A volte, le stelle

non si aprono nel cielo.

La terra è quella che brilla

come uno stellato firmamento.

Pubblicato in Books | Contrassegnato , | Lascia un commento